Alessandra Campanale

- Che ne dici se questa estate partiamo per il Venezuela? -

All’improvviso è stato come se il cielo si fosse aperto sopra la mia testa…

La mia amica mi stava proprio proponendo di stravolgere ogni programma per le vacanze, mollare tutto e raggiungere quel Paese lontano, ricco e povero al tempo stesso, pieno di contraddizioni e dai variopinti colori, per vivere un’esperienza unica in ogni sfaccettatura, insomma mi proponeva di andare…

- Non rispondermi ora, ma fra due mesi, il 1° giugno…-

Così, con una semplice domanda sentivo che era stato seminato un sogno dentro di me: partire, senza sapere bene per dove o per quanto o, peggio ancora, per quale senso, ma sentivo come sulla mia pelle che questo sogno io lo accarezzavo teneramente pensando che sarebbe rimasto tale ed invece…il 1° giugno ho detto:

– Sì, partiamo! -

Per la prima volta in vita mia avevo preso una decisione in modo semplice, tutto scorreva liscio come l’olio: i preparativi, la conclusione di cose sospese da lasciare…

E proprio la semplicità nel vivere quotidiano, nell’affrontare tanto il lavoro quanto i rapporti con gli altri, è stata una una ricchezza riscoperta laggiù.

Forse tutto era semplice perché c’era voglia che lo fosse: le persone facilitavano la conoscenza venendoti incontro per prime, abbracciandoti, invitandoti a casa, aiutandoti nelle faccende di sempre, facendo tutto per te, per me…

Io provavo un continuo stupore di fronte a un comportamento per me inconsueto, ma per la gente venezuelana del tutto naturale.

Ma qual era il segreto di tutto questo aprirsi agli altri senza paura che ti togliessero del tuo?

Io non lo so ma vedevo che non si facevano domande, si viveva e basta, una realtà a volte veramente povera e dura.

Ogni volta che entravo in contatto serio con queste difficoltà e vedevo la loro dignità non calpestata, ma nutrita, pensavo che presto me ne sarei andata via da quel posto, ma a loro cosa rimaneva?

Forse proprio la profondità dei rapporti che gli altri sono riusciti a costruire con me ha risposto alle mie domande; a loro rimane una vita difficile, ma autentica e ricca di relazioni e sentimenti che danno tanto.

Penso che questo sia forse la cosa più importante che ho ricevuto in questo viaggio inaspettato, ma è, anche, la cosa più difficile a volte da vivere in una realtà che del resto ha tutto.

Alessandra, 5 settembre 2001