Statuto - Articolo 10 - GESTIONE ECONOMICO-FINANZIARIA

L'Associazione trarrà i mezzi finanziari per il suo funzionamento e per il perseguimento dei suoi fini istituzionali:

dalle quote annuali versate dai Soci nella misura deliberata dal Consiglio Direttivo;

da sovvenzioni o contributi di Enti pubblici, di Enti privati o di persone fisiche;

da eventuali entrate derivanti dall'attività dell'associazione;

da donazioni e lasciti;

dai redditi derivanti dal patrimonio dell'associazione.

Il patrimonio dell'associazione è costituito dai beni mobili ed immobili che pervengono all'associazione stessa a qualsiasi titolo, dalle elargizioni e contributi, dagli avanzi di gestione.

Tutte le somme di denaro di spettanza dell'associazione devono essere depositate in conti correnti bancari o postali o in fondi di garanzia, intestati all'associazione, ad eccezione di un fondo per le piccole spese.

Le operazioni in denaro sono effettuate a firma disgiunta dal Presidente o dal Tesoriere o, in caso di assenza o impedimento del Presidente, dal Vice Presidente.

L'esercizio finanziario dell'associazione inizia l'1 gennaio e termina il successivo 31 dicembre di ciascun anno. Entro il 28 febbraio di ciascun anno il Consiglio Direttivo esamina e delibera sul Bilancio consuntivo del precedente esercizio. I Bilanci saranno depositati presso la sede dell'associazione, a disposizione dei Soci, nei quindici giorni precedenti l'Assemblea.

L'associazione ha l'obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. 

L'associazione non può distribuire anche in modo indiretto utili e/o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitali durante la vita dell'associazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima unitaria struttura.

In caso di scioglimento l'Associazione ha l'obbligo di devolvere il suo patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o ai fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo, di cui all'art.3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n.662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.